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SaCRiFiCaTo_a_uN_Ðio_DeCaDuTo

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<|||====§=- Nascosto Nel Buio -=§====|||>
<|||======§=# Vedo Il Mio Desiderio #=§======|||>
<|||====§=# Bruciare Di Passone #=§====|||>
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Io

Victor Delacroix

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150807203212
150807203212
11/6/2009

Insomnia

niente...
steso nel letto, da ormai troppe ore...
immobile a fissare un soffitto di travi color ocra...
e niente...
il corpo dolorante, stanco, sentiva le ossa come cedergli nel buio del suo letto...
ma la mente era ancora sveglia, ancora attiva, vagava limpida tra ricordi, pensieri, immagini, desideri, sensazioni. si rifiutava di dormire...
la mancina venne portata al volto, andando a stropicciare per l'ennesima volta gli occhi. sempre con lo sguardo immobile verso quel soffito che pareva a tratti parlargli...
niente...
vuoto...
silenzio...
il ritmo regolare del suo respiro, scandito dal battito del cuore, che impeccabile rintoccava lo scorrere del tempo.
la mente viaggiava sul soffito, oltre le travi, veloce verso posti lontani, verso stazioni dei treni, viaggi passati e futuri, sensazioni che lo accompagnavano nel suo notturno viaggio nel passato, ricordi di giorni di scuola saltati e di bugie dette per vedere principesse e ombre, per fumare sigarette e sperare, la mente ripercorreva gli interminabili minuti di viaggio, su posti scomodi, ove come unica compagna aveva la sua musica, che violenta e arrabbiata tuonava da fuori gli auricolari, spingendo la gente "comune" ad allontanarsi da lui, spingendo i fighetti e i truzzetti a disprezzarlo, mentre lui viaggiava verso un'unica meta, sempre diversa, ma sempre simile...
ombre, sigarette e principesse avevano qualcosa in comune...
ricordava la emozioni che trapelavano dallo sguardo, unica cosa che lasciasse trasparire se stesso, poichè nelle lunghe ore di attesa rimaneva sempre immobile, sorridendo e fumando, mentre gli occhi scavavano nella folla alla ricerca di figure sconosciute ma familiari...
le lunghe ore trascorse fissando folle di persone, storie intere che gli passavano affianco senza neanche notarlo, altre storie che si arrichivano nello scontrarlo, altre che peggioravano nel narrarlo... storie sconosciute di volti sconosciuti, che forse accennavano all'esistenza di questo ragazzo sempre vestito di nero...
le ore ad attendere, persone che non sarebbero mai arrivate, ma la mente non voleva arrendersi, non voleva demordere... quindi niente lo faceva arretrare...
si alzò dal letto, abbandonando quel malinconico fiume che lo portava alla deriva, lontano dalla spaggia del riposo che ormai aveva abbandonato le sue notti...
seduto ora sul letto, nel buio della sua camera, con il freddo pungente dell'inverno che lo faceva rabbrividire cercava le sigarette, a tentoni, sul comodino, afferrandole insieme all'accendino...
una scintilla
due scintille
tre scintille
la fiamma
dinnazi a lui, accecandolo, obbligandolo a chiudere un occhio per la luce che emanava e feriva i suoi occhi
poi nuovamente il buio.
e in mezzo al tretro nero una flebile fiammella arancione, che si accentuava la sua intensità a ogni suo respiro del veleno che portava ormai in corpo...
alzandosi dal letto, il pavimento parve diventare più freddo ai suoi piedi nudi che lenti lo portarono alla finestra chiusa.
fuori il buio della notte, il rumore di una città di provincia che parlava con gomme che stridevano e motori che si allontanavano...
forse un gufo, o un qualche rapace notturno gracchiava alla sua amante allontanadosi, mentre lui rimaneva spoglio, sul balcone ora, nudo al gelido tocco dell'inverno. nuvolette del fumo della sigaretta e del calore del suo respiro si alternavano e confondevano nella sua bocca mentre lui restava immobile al gelo.
la luna era nascosta da evanescenti nubi grigiastre, che ne catturavano la luce ma ne lasciavano intuire la presenza.
da quante notti la sua vita andava avanti così?
quasi un anno ormai... o forse di più...
scuotendo il capo la pensiero dell'insonnia che lo obbligava alle amare veglie notturne il ragazzo aspirò l'ultimo venefico tiro della sua sigaretta, sperando che il nome avrebbe reso giustizia alla marca che incatevana la sua preferenza.
passandosi ora la mano nella sporca chiomaa biondo cenere il giovane tornò nella stanza, silenzioso come era uscito, infreddolito e taciturno.
con i polmoni nuovamente carichi di catrame e nicotina, si stese nel tempore del letto, avvolgendo il suo corpo nelle coperte.
lo sguardo nuovamente fisso al soffitto...
e ancora...
niente...

11/5/2009

Il Gigante Buono

immobile, rimaneva li a guardarlo...
enorme, gigantesco e li a terra, immobile...
«Reaand...»
al pronunciare del suo nome il gigante alzò un poco gli occhi, muovendo appena il capo verso la magra figura dinnanzi a lui
«...Reaand...» sussurrò nuovamente il ragazzo «che ci fai li a terra?»
l'altro chiuse un attimo gli occhi, come a trattenere lacrime che forse il suo animo odiava
«...io....»
si avvicinò, piegandosi sulle ginocchia, la lingua portò la sigaretta sul lato della bocca
«...» scosse il capo l'enorme figura dai corti capelli corvini
«...lascia stare...» combatteva con se stesso per trattenere le lacrime
l'altro non parlò, silenzioso portò l'affusolata mano sull'enorme spalla del gigante ferito
«...lo so...»
l'altro non accennava a muoversi, le mani strette al terreno sabbioso, gli occhi chiusi nel capo chino dal dolore che lo attanagliava
«...alzati...» sussurrò nuovamente il ragazzo
«...fa male...» gemette il gigante
«...Reaand... non puoi fare così... non puoi abbandonarti...»
«ci sto provando!» pronta la risposta, ma il corpo ancora immobile
«...puoi alzarti, lo sai...» l'altro scuoteva il capo, gonfio di dolore
«...tu non sai...» gemette trattenendo a fatica le lacrime «...non sai... cos'è...»
la magra figura dai lunghi capelli biondi scosse il capo a quel gesto, in un impeto di rabbia il gigante buono si alzò in ginocchio
«NON SAI COSA SI PROVA!»gridò come al vento mostrando il macabro aspetto del suo corpo.
una lunga lancia si protendeva prepotente dal suo petto, la punta affondata violenta nella carne del gigante faceva grondare sangue dal villoso petto, la veste strappata mostrava il sangue che ancora colava dalla ferita aperta sul suo cuore, il regolare ritmo dei respiri del gigante dava l'impressione che l'arma affondasse ogni secondo di più nella sua viva carne, protando solo a poter immaginare il dolore che provava.
il ragazzo scosse il capo e, inginocchiandosi a sua volta, iniziò lentamente a sbottonarsi la camicia
«...credi davvero?»
aprendo la nera veste di seta il ragazzo mostro a sua volta il petto al gigante, che ora lo fissava sconcertato.
la dove prima vi era un cuore, carne e ossa, non vi era più nulla. un macabro antro di carne ancora viva pulsava, le costole spezzate lasciavano aperta la vista sul nero polmone squarciato, vene e capillari che ancora stillavano sangue pulsavano vivi tra nevi e carne del ragazzo, un vuoto, che mostrava l'assenza del cuore del ragazzo.
«...» non trovava parole il gigante per rispondere a quella macabra rivelazione
«...lo sappiamo tutti...» disse il biondo indicando con la mano due figure alle sue spalle, una poco più bassa di lui, dai capelli corvini e la carnagione abbronzata, che a sua volta aveva aperto la veste mostrando il petto martoriato e cicatrizzato, la dove vi era il cuore. l'altra, più alta, dai corti capelli rossi e l'immancabile sigaretta tra le labbra che mostrava a sua volta il petto ricucito, ma ancora si scorgeva, tra i fili della cucitura, un cuore pulsante e un nero polmone.
«...non è la stessa cosa... per nessuno di noi lo è stato... ma lo sappiamo...»
Reaand rimase immobile e taciturno... guardando i tre ragazzi, la lancia ancora nella carne viva, lo sguardo immobile...
«abbiamo sofferto tutti Reaand...» disse il rosso
«...abbiamo pianto tutti...» continuò la bassa figura
«...ma siamo andati avanti... assieme....» concluse il biondo ancora inginocchiato dinnanzi al gigante, le altre due figure si avvicinarono alla prima, poggiandogli una mano per spalla, e guardandosi un attimo tra di loro sorrisero lievemente
«...e straziante e lancinante, a le volte vorresti non fosse mai successo... o non aver mai incontrato la causa di tutto questo... ma questo dolore c'è... ed è questo dolore che ti mostra che sei vivo...» spense la sigaretta consumata a terra, schiacciandola poi con l'anfibio nero. lento nelle movenze, ancora il petto scoperto, si alzò in piedi, venendo subito affiancato dalle altre due figure...
«...noi siamo andati avanti...»
tutti e tre sorrisero guardando gli occhi del gigante gonfi di lacrime, non per sbeffeggiarlo, ma un dolce sorriso di comprensione, in simultanea, gli tesero le mani
«...tu ora hai noi...» disserò tutti e tre all'unisono
«alzati Reaand, che ci fai li a terra?»
il gigante li guardò, silenzioso, gli occhi gonfi, un sorriso strano sulle labbra,
«...io...»
«non servono parole... lo sappiamo...» risposero una volta ancora le tre figure come fossero una sola...
il gigante buono li guardò un attimo... allungando la mano verso le loro protese.
pronto forse ad alzarsi, o forse a provarci.
ma comunque, qualunque scelta avrebbe preso, le tre figure di certo non lo avrebbero lasciato li da solo...
11/4/2009

E La Mia Mente Si Svuota Ancora, Scrivo Ancora....

ed eccola che arriva
la necessita fisica di scrivere, il fiato corto, i polmoni che arrancano alla ricerca di ossigeno, soffocati dal fumo di una sigaretta
parole gridate dalle casse che implorano libertà, che implorano salvezza, la voglia di piangere che non lo abbandona, si rialza, un altra volta, dal pavimento freddo, silenzioso, indossando soltanto i pantaloni neri ormai ridotti a brandelli dalla sua stessa rabbia, disperato e sconsolato, alla ricerca di una salvezza, la testa che gira, senza ragione, l'immobilità fisica imposta da se stesso, la necessità umana di uccidere, l'obbligare se stesso al non far nulla, tutto così dannatamente vuoto e stupido, tutto così dannatamente fermo, tutto così dannatamente scontato
il perdono che non riceverà, lei è li, davanti a lui, nella sua mente forse, o nel suo mondo, ma c'è, silenziosa nei suoi ricordi, lo sguardo duro che conosce bene, la rabbia e il disprezzo che ha sentito nella sua voce, assieme a un velo di disperazione e dolore, l'odio che ha percepito, la disperazione nel suo animo, il rendersi conto del proprio errore, non c'è più spazio per il perdono ormai in quegli occhi, un errore di troppo, l'ennesimo che l'ha fottuto del tutto...
e la rabbia che ora si fa strada
in quell'animo disperato, l'odio che gonfia i suoi occhi ormai secchi, dotti lacrimari che non vogliono funzionare, il corpo che si ribella a ste stesso, alla propria mente, ma ora la calma del corpo e troppa, la voglia di sentire ancora il nauseante odore di pollo e carne bruciata nel desiderio di spegnersi la sigaretta sul braccio, sulla mano, sulla carne viva, sul cuore stesso, alla ricerca di qualcosa che gli provochi un emozione diversa dalla rabbia e dalla disperazione, niente, vuoto assoluto, l'immobilità, il corpo che cerca di preservare se stesso, al contrario del desiderio della mente, che ora scoppia, stretta da troppe cinghie, stretta da troppi pensieri, stretta a se stessa, non c'è spazio ora per il rimpianto, il desiderio e crudele e iniquo, vuole vendicarsi di se stesso, redimersi, punirsi, fustigarsi, squarciarsi, lacerarsi, bruciarsi, trucidarsi, imporre un dolore fisico superiore a quello mentale e sentimentale che lo lacera da anni.
troppi errori, ha preso coscienza di troppi errori, errori che gli hanno fatto perdere persone, e tra tutte soltanto una lo ferisce realmente, soltanto di una rimpiange la perdita fino a desiderare la morte, l'ha cercata, da sempre, ha provato a chiedere perdono, a chiedere scusa, e quel messaggio, quelle parole mai dette hanno aperto uno spiraglio, un fottuto spiraglio di pace, di salvezza, di compiacimento, la certezza che niente lo riempia a pieno lo uccide, conscio dell'inutilità delle parole, di quel papiro, l'inutilità delle azioni, di quella  come di questa, il riportare alla memoria, con un insito autolesionismo, quei ricordi, quegli abbracci, quella disperazione, quella disperazione che ora non riesce a farsi strada nella gola, che non trova  aria che le faccia attraversare le corde vocali, cercando un alito che le porti sino alle labbra, rimane silente, con chi ama, con chi lo ama. tace e basta.
nient'altro si fa strada in se, niente se non il silenzio, il sorriso che comprare sulle labbra, che viene smentito dallo sguardo triste e perso nel buio, la certezza che solo il perdono lo potrebbe realmente redimere, un perdono che non può darsi da solo, un perdono che qualcuno gli deve dare, un perdono che non ha ragione di esistere.
«...ti ho ferito...»
«...»
«....sono cambiato... io... mi manchi.... vorrei solo un altra chance...»
«...e bello sapere che te ne sei accorto... ma non mi fai ne caldo ne freddo...»

un pugnale che si fa strada nella carne, senza lacerarla, semplicemente oltreppasandola, scava sino al cuore, facendosi silenziosamente strada tra le ossa e i muscoli, affondando nel ventricolo destro, e piegando se stesso, sino al centro del petto, spezzandosi li dentro
spezzandosi come la certezza del perdono
e la sua mente
la sua mente che lo impone al silenzio
il suo corpo lo impone al silenzio
sorridi
stai zitto e sorridi
non sono cose che devi dire
taci
zitto
lasciale dentro
e inutile disperarsi
e inutile parlarne
l'hai persa e lo sai
non puoi farci niente
non c'è motivo per il quale lei torni da te
non è mai stata tua, e non l'hai mai voluta come tua
ti ricordi ancora quell'abbraccio che ti ha fatto vibrare l'anima fino a farti tremare
te lo ricordi bene
la sensazione che il tempo rallenti e quel calore strano che si fa strada in te mentre lei ti stringe...
la sua voce, per ore, al telefono
le risate, gli scherzi, i pianti, i consigli
era tutto così dannatamente perfetto
e tu l'hai mandata al diavolo
per una donna che ti ha fatto soffrire
da allora il giuramento a te stesso
mai pronunciato
basta storie serie
ci sei ricascato però
ma sei stato abbastanza furbo da tenerti il dolore dentro
da combatterlo da solo
loro non hanno colpa
la colpa e ancora tua
come sempre
stai zitto ora
smettila di parlare
non ha senso questo
non ha senso quest'intervento
ne il renderla partecipe del dolore che ti sei  causato in questi anni senza la sua voce
non ha senso
ti ricordi il suo profumo? no
ma ti ricordi bene il suo sguardo, la risata e la gioia che aveva negli occhi
le volte che ti prendeva a pugni per gioco e tu ridevi
era bello
era dolce
era sincero
e un tuo errore a posto fino a tutto questo
ora solo odio nel tuo animo
c'è posto solo per quello
ti sei promesso di non innamorarti più
e non ce l'hai fatta
ti uccidi con alcool e sigarette
cerchi qualcosa che ti spieghi il motivo
il senso
vuoi capire, nonostante lo fai già
sapevi benissimo, da sempre, che non ti avrebbe mai perdonato
a che serve calpestare il tuo orgoglio? e del tutto inutile
chiedere scusa? a che serve? non ti rivuole! non vuole la tua voce, ne il tuo sorriso, ne la tua amicizia! non ne ha bisogno
sei cambiato, è vero, tantissimo, più di quanto lei o le altre possano immaginare
ora sei una persona diversa, ti sei lasciato cullare dal tuo stesso veleno, ora vuoi vendetta su te stesso e nient'altro
non è vero
vuoi il perdono
un perdono che non avrai, non ha senso stare così
alzati, che ci fai li a terra? perchè la guardi per ore? perchè la pensi per ore? SMETTILA
non ha più motivo o senso, lei non ti vuole
e queste parole non ti convincono
te le ripeti ogni notte
ogni giorno
ma non ti  convincono
un messaggio e ti vibra il cuore, speri sia lei
non ti vuole
ti odia
no, non più
ti ha odiato
non ha senso chiederle di perdonarti, non sa cosa ti sei fatto negli anni, a cosa ti sei portato per punirti, per lei e per molti altri errori
lei ti ha punito a suo modo, e tu sei stato stupido a punirti a tua volta
non dovevi farlo, non dovevi permettertelo, ora odia
odia te stesso come in questi lunghi anni
disprezzati nel guardarti allo specchio
odiati come fai da sempre
e l'unica cosa che ti resta
punisciti per averla persa
una persona che hai ancora sotto pelle dopo quanti anni? dopo quanti anni il suo ricordo ti fa ancora male?
e il sapere che non sei più nulla per lei?
forse un giorno qualcosa cambierà...
l'ha detto lei...
ma non ci credi
non sfiducia nei suoi confronti, ma non è tipa da dimenticare il dolore causato...
vorresti incontrarla
e vorresti ti picchiasse
vorresti sfogasse il male che gli hai fatto sul tuo corpo
che ti facesse male, per lasciarsi andare
per un certo peridio lo sai che l'ha desiderato
e ne avrebbebisogno
forse allora cambierebbe qualcosa, avrebbe su che vendicarsi di quello che le hai fatto
dannazione perchè fare così?
io non lo capisco!
ora però respiri ancora
hai scritto dopo tanto
parole stupide e inutili
ma dopo quasi un anno e uscito ancora qualcosa dalla tua mente
e ti senti più leggero
 ma la tristezza e la malinconia per l'averla persa non cambieranno mai
e stato un tuo errore

e lei non tornerà mai da te....

allora perchè continui a restare qui?
«...ne ho bisogno....»
di cosa?
«....di sperare....»
ti farà solo più male...
«.....»
11/2/2009

Sofismi

peggio del non potere c'è il sapere di non potere, peggio del saper di non potere e rendersi conto logicamente del motivo per il quale non si può, di consenguenza non fare, la coscienza dell'inutilità logica di un azione porta al non compiere tale azione, azione della quale inconsciamente, a livello emotivo forse o più probabilmente a livello primitivo, sappiamo di necessitare... l'ignoranza è un bene, in quanto ignorando l'inutilità di un azione totalmente inutile si compie la suddetta azione, di conseguenza si dice "almeno ci ho provato" frase falsa che non si può dire nel momento in cui si è consci delle conseguenze esatte di quasi ogni parola e quasi ogni gesto, solo una sorta di onniscenza emotiva e comportamentale legata al proprio universo, tale universo non cambierà ,mai realmente, muterà in minima parte e darà l'illusione che qualcosa di diverso esista realmente all'interno di se stessi, ma una persona, messa alle strette, compierà sempre le stesse scelte di sempre poichè inconsciamente ha paura del cambiamento e dell'ignoto, e nonostante io stesso posso dire di non temere niente del mondo, di non temere niente di fisico o mentale all'interno del mio universo che io conosco e che io ho creato, mento, in quanto la verità è che io non ho un mio reale universo, ho la proiezione mentale del universo su me stesso, i miei dubbi, i miei pensieri, le mie parole, sono soltanto surrogati di un mondo in cui sono stato messo a vivere, le conseguenze di ogni azione che compio non sono altro che banali e patetiche copie di azioni compiute in passato da altri esseri umani che come me avevano l'arroganza di dire di possedere un proprio universo all'interno dell'universo già esistente, l'essere, il pensare, il conoscere, sono soltanto concetti relativi, poichè non esiste nulla di realmente originale, ne nel mio modo di vivere, ne nel mio modo di pensare, filosofia e matematica non sono altro che la copia di altre centinaia di pensieri e conclusioni umane già realizzate nell'universo reale, ovvero quello dove la specie umana coesiste in maniera alquanto penosa aggiungerei, la coscienza di Dio ci serve in quanto questa stessa essenza, che esista o meno, ci da la libertà di pensare che i reali fautori del nostro destino siamo noi stessi, in quanto se Dio esiste e se Dio ci ha dato la possibilità di scegliere, tramite le nostre azioni se concludere l'eternità in un mondo astratto e irreale quale può essere paradiso o inferno e se Dio davvero ci da la possiblità del perdono incondizionato, basta che l'essere umano sia realmente pronto a chiedere perdono per i propri peccati e non sia mosso da paura ma bensì da coscienza, da logicità e pensiero, allora noi stessi diventiamo Dio, in quanto noi abbiamo creato una società a immagine e somiglianza di Dio, tecnicamente perfetta, in quanto, a livello teorico ogni cosa esiste all'interno della società e virtualmente perfetta, dal ciclo del denaro al sistema giudiziario a quello politico, l'unica realtà sull'essere umano e che, inconsciamente molti e razionalmente pochi, si rendono conto che non è concepibile la perfezione, in quanto se un essere umano non ha di che lamentarsi non avrà di che gioire... quindi, la coscienza dell'inutilità delle azioni, come per esempio il lamentarsi del fatto che una ragazza viva lontana, o il non sentirsi "tagliati" per le relazioni serie sono azioni totalmente inutili e insensate, in quanto materialmente non portano rimedio o soluzione a ciò per il quale ci lamentiamo, piuttosto, dovremmo cerca di agire su noi stessi, in prima persona, fisicamente più che mentalmente, poichè se agiamo fisicamente su noi stessi, la nostra mente si adegua al nostro corpo, il punto e che è un circolo vizioso, ciò che la nostra mente partorisce, non è altro che un surrogato di ciò che accade al nostro corpo e, ciò che accade al nostro corpo, non è altro che un surrogato di ciò che partorisce la nostra mente.
questo stesso post, e un lampante esempio della propria inutilità, poichè questi sono miei pensieri che tu, lettore, puoi condividere o meno, e forse, anzi, sicuramente e solo puntato a cercare un riscontro, negativo o positivo che sia, in persone sconosciute che dimostrino una coscienza mentale del proprio universo superiore a quello dela massa...
in conclusione...

l'ignoranza della conoscenza, rende la vita più semplice, poichè ignorando che ogni azione e realmente inutile, si compiono tali azioni, di conseguenza diventano utili, in quanto la nostra mente ci dice che ci hanno aiutato a giungere a determinate conclusioni e soluzioni...

ogni cosa è inutile nel momento in cui se ne percepisce l'inutilità
ogni cosa diventa automaticamente indispensabile nel momento in cui non se ne percepisce l'inutilità
10/13/2009

45°Regola:

#Regola 45:
Perservera

44°Regola:

#Regola 44:
Nonostante tu sia convinto che cio che stai per fare non porterà a nulla falla
c'è sempre una minima possibilità di riuscita
10/11/2009

43°Regola:

#Regola 43:
Non Crederle
10/4/2009

42°Regola:

#Regola 42:
Smettila

41°Regola:

#Regola 41:

Non Amare
Se Non Riesci A Non Farlo
Fallo Fine A Morirne

Finchè Hai Parole E Sigarette Da Offrirmi Verrò Dove Vuoi

Se Ti Penso
Mi Rendo Conto Che

Ti Sento Troppo Distante Per Amarti



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E Troppo Vicina Per Abbandonarti



Ma è Meglio Così
9/28/2009

40°Regola:

#Regola 40:
Metà dei tuoi problemi sono dovuti al posto dove vivi
9/25/2009

39°Regola:

#Regola 39:
Piangere Da Solo Uccide
Non Farlo

spazio

vuoto
nonostante tutto lem nai immbobili sulla tastiera e niente nella mente
soltanto il groppo in gola, la necessità fisica di scrivere, un bisogno forsennato e folle, che gli torturava la mente, chiudeva gli occhi per non fissare quella pagina vuota, vuota come la sua mente, spoglia come il suo cuore,  desiderava riuscire a estrapolare ancora quella nera china d'odio che avev guidato le sue aprole, che aveva scavato dentro di lui e l'aveva svuotato
eppure niente lo stimolava realmente
soltanto quando, la mattina, troppo stanco per alzarsi, si coricava nel letto, poche sfuggevoli parole lo trapassavano
frasi, che lo penetravano quando la notte si schiariva nell'alba, quando la mente era troppo scura per il pensiero lucido
frasi che forse lo emozionavano, o lo avrebbero emozionato, se solo se le fosse ricordate al risveglio che lo attendeva ogni pomeriggio
cercava altro, nella vita, nel pensiero, nelle donne, cercava altro...
nulla gli importava realmente, e mentre lui silenzioso rimaneva immobile su quella testiera la sua mente e la sua anima lo imploravano, urlando e piangendo, di scrivere, anche solo poche parole che l'avrebbero in qualche modo fatto sentire meglio
descrivere con quale rabbia avrebbe strappato il cuore a quel demone
descrivere quanto odio gli avvelenava lamente, odio per quel mondo che lo uccideva, che gli tarpava le ali, che se ne fregava di lui, il folle desiderio di prendere un AK-47 semiautomatico e svuotare caricatori su caricatori sulla folla in fuga, scaglaire contro ognuno di loro le sue parole, tramutate in piombo, dalla punta incisa da uan piccola croce, per farle spaccare in quattro parti al contatto con la troppo fragile carne e spappolare le budella sui muri di cemento che quando camminava si piegavano a guardarlo con disprezzo
desiderava la liberazione, l'immortalità del suo nome, l'unico vero desiderio che lo ossessionava, non vi era altro dentro di lui, soltanto quel folle desiderio, implorava per realizzarlo, avrebbe dato ciò che restava della sua anima....

ma il silenzio lo trafiggeva ancora
inchiodando a terra, o sulla sedia, o nella sua mente...

nient'altro...
silenzio

e quelle tanto odiate mani ancora ferme sulla tastiera....

e....

[...continua...]
9/20/2009

38°Regola:

#Regola 38:
Fatti Un Nome
E Tutto Ciò Che Resterà Di Te

...E Il Tuo Nome Che Resta...

Noi Abbiamo Soltanto E Solo Una Vita E Poi
 Chi Trova La Sua Via Di Uscita Suscita Invidia In Noi
 Appena Puoi Fatti Un Nome E Spingi Il Nome
 E Fallo In Nome Del Tuo Nome E Se Ti Riesce Fatti Onore Perchè
 Dopo La Morte Sulla Terra Non Siamo Che Brezza
 E La Tua Foto E La Tua Data E Il Tuo Nome Che Resta
 Dopo La Morte Sulla Terra Non Siamo Che Brezza
 E La Tua Foto E La Tua Data E Il Tuo Nome Che Resta

...E Il Tuo Nome Che Resta...
9/18/2009

37°Regola:

#Regola 37:
Non Esiste Una Donna Che Non Puoi Conquistare
Esiste Solo Il Modo Sbagliato Di Corteggiarla
9/8/2009

Amante

LoverMan
Metallica


 
C’è un diavolo che aspetta fuori della tua porta
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo che aspetta fuori della tua porta
(Per quanto ancora?)
Si sta rallegrando e sfidando e scapitando sul pavimento
(Per quanto ancora?)
E sta urlando penosamente e strisciando sui muri
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo che aspetta fuori della tua porta
(Per quanto ancora?)
È debole col malvagio e rotto del mondo
(Per quanto ancora?)
Urla il tuo nome e chiede di più
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo che aspetta fuori della tua porta
(Per quanto ancora?)


Amante! Fin dalle origini dell’universo
Per sempre, Amen fino alla fine del tempo e togliti questo
vestito perché sto arrivando (scendendo) sono il tuo amante
Perché sono ciò che sono ciò che sono ciò che sono

L sta per AMORE, piccola
O per SOLO per te faccio questo
V per amare VIRTUALMENTE tutto ciò che sei
E per amare pressoché TUTTO ciò che fai
R per VIOLENTAMI
M per UCCIDIMI
A per ESAUDISCI tutti i miei desideri
N per SAI che il tuo amante sarà la risposta a tutti i tuoi (desideri)

Amante! Fino all’amara fine
Mentre imperi si distruggono col fuoco Per sempre e sempre
E sempre e sempre Amen sono il tuo amante
Allora aiutami, piccola allora aiutami
Perché sono ciò che sono ciò che sono ciò che sono
Sarò il tuo amante!

C’è un diavolo che striscia lungo il tuo pavimento
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo che striscia lungo il tuo pavimento
(Per quanto ancora?)
Col cuore tremante, sta varcando la tua porta
(Per quanto ancora?)
Con il suo sesso danneggiato nel suo saltellio
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo che striscia lungo il tuo pavimento
(Per quanto ancora?)
Ed è vecchio e stupido e
è affamato ed è dolorante
Ed è zoppo ed è cieco
ed è sporco e povero
dagliene ancora, dagliene ancora, dagliene ancora, dagliene ancora, dagliene ancora
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo che striscia lungo il tuo pavimento

Amante! Sto qui Per Sempre, Amen
Perché sono ciò che sono ciò che sono ciò che sono
Perdonami, piccola le Mie mani sono legate
E non ho scelta No, non ho assolutamente scelta

Lo ripeto
L è AMORE, piccola
O è O sì lo faccio (ti amo)
V è VIRTU’, così non ti offenderò
Ed è ANCHE se vuoi che io
R è RENDERE fino a me, piccola
M è ciò che è MIO
A è in un QUALCHE modo vecchio, cara
N è QUALCHE vecchio tempo

Sarò il tuo amante! Ho fatto un progetto magistrale
Per toglierti i vestiti Ed essere il tuo uomo, il tuo uomo
Afferro il trono Afferro il mantello
Afferro la corona Perché sono ciò che sono
ciò che sono ciò che sono Sono il tuo amante!

C’è un diavolo disteso dalla tua parte
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo disteso dalla tua parte
(Per quanto ancora?)
Dovresti sapere che dorme
(Per quanto ancora?)
Ma guarda i suoi occhi
(Per quanto ancora?)
Vuole che tu, piccola, sia la sua sposa
(Per quanto ancora?)
C’è un diavolo disteso dalla tua parte
(Per quanto ancora?)

Amante! Amante! Amante!
Amante! Fino all’amara fine
Mentre imperi si distruggono col fuoco
Per sempre, Amen, sono il tuo amante
sono il tuo amante
sono il tuo amante
sono il tuo amante
sono il tuo amante
sono il tuo amante
Amante
sono il tuo amante
Sarò il tuo amante
sono il tuo amante
sono il tuo amante
si, sono il tuo amante
Amante
Amante
Amante
per sempre, Amen
Amante
Per Quanto Ancora?
9/2/2009

voglio scrivere

voglio scrivere
voglio perdermi nelle parole
voglio dinuovo quella perdizione che neanche il sesso mi ha mai dato che neanche nella droga
neanche nell'aclool trovavo
voglio più volume
voglio farmi male
voglio le orecchie che mi scoppiano
voglio emozioni  forti e incontrollabili
voglio l'apocalisse
devo scrivere per sentirmi vivo
voglio lasciarmi andare
ho bisogno di scrivere
di svuotarmi
voglio
sprofondare nelle mie parole

ti senti la testa scoppiare, la pressa che ancora non ti lasci,a quel desiderio di libertà che solo una nove millimetri o un fucile calbro 32 ti saprebbe dare




e ora perdo le parole


e non scrivo più



questa tristezza sparirà domattina

"Voglio una ricetta medica Vic... voglio una medicina"
anche io la voglio...

e domani sparirà quest'amarezza
voglio stare bene
e voglio stare bene davvero
e voglio scrivere
e voglio stare bene
e voglio scrivere
scrivere
scrivere
scrivere
scrivere


per sempre

"Non Può Piovere Per Sempre" Brandon Lee

sollevava ancora il freddo metallo dell'ennesima lattina di birra
silenzioso, nella buia camera dove contemplava ogni notte della sua vita rimaneva silenzioso mentre, lentamente, dalle sue dita lente spire di fumo dall'odore di nicotina si alzavano nell'aria.
il sapore amarognollo della birra veniva portato via dai lenti respiri grigiastri del fumo della sua sigaretta
ironico il pensiero, come il sorriso che lo coglieva ogni qualvolta accendeva una sigaretta
"un tiro fortunato" voce roca, intenzionalmente e accuratamente modulata per farla risuonare quasi estranea alle proprie orecchie
"speriamo lo sia davvero questo" forse più pensieri che parole, forse più desideri che pensieri.
rimaneva immobile, nuovamente taciturno nel fumare e nel bere
nel lasciarsi seviziare anima e corpo da due delle sue droghe
gli occhi si chiudevano, nel venir stropicciati dalla fumosa mancina del ragazzo
mentre quel sorriso non lo abbandonava
tutto suonava pazzesco e folle alle sue orecchie, alla sua mente, ai suoi occhi
il desiderio montava la ragione
ma quella tristezza, nonostante tutto, non se ne andava, una tristezza schiava di una notte troppo calda per essere trascorsa in una stanza dall'aria viziata
un altra lunga e amara sorsata gli scese in gola, mentre lunghi e amari pensieri gli scendevano nel cuore.
cosa doveva fare..
non lo sapeva...
quattro minuti
"giusto il tempo di una sigaretta" pensò
il tenero bagliore arancione si spense contro il marmo lavorato del posacenere, subito seguito dal fondo della lattina che nuovamente venne svuotato.
alzandosi dal pavimento lasciò l'ennesima lattina a terra
"e solo questione di una notte... domani andrò tutto meglio..."
si  abbandonò sul letto, conscio di essere alla gogna a causa della tristezza
una gogna che il risveglio avrebbe spezzato
"si... nonostante tutto... domani sarà meglio.... si....."
8/29/2009

S.I.L.A.M.

Basta
Merito Di Più
Merito Di Più Di Questo Schifo
Di Questo Dolore
Non Voglio Morire
Non Voglio Più Stare Male

Non Voglio Più Cedere
Ora Voglio Combattere
Combattere Davvero
E Combattere Per Me
Farlo Davvero

Voglio Voi Cinque Affianco A Me
A Ridere, Scherzare, Insultarmi, Picchiarmi, Farmi Risvegliare Quando Cedrò Dinuovo

Ve Lo Prometto

Voglio Cambiare
Voglio Il Meglio
Voglio Di più

Si, Ho Detto Tante Volte "cambio" Ma Ora Non Lo Voglio Più Dire
Lo Voglio Fare

Vi Ho Delusi, Una Volta Ancora, E Non Voglio Più Farlo
Mai Più
Statemi Affianco
Aiutatemi
Perdonatemi
Mi Voglio Rialzare
Mi Voglio Sollevare
Voglio Vivere
Insieme A Voi
Non Dovrete Più Inseguirmi
Non Voglio Andare Più Affondo
Voglio Andare In Alto
Per Voi
Per Me
Per Me Voglio Il Meglio
Perchè Lo Merito
Perchè Deve Essere Così

Ascoltatemi
Non è Colpa Mia
Non Più
Basta
E Ora Sorrido
Perchè So Che Mi Aiuterete, Perchè Mi Fido Di Voi


Grazie

Vi Voglio Bene
8/28/2009

36°Regola:

#Regola 36:
"Non Ci Posso Fare Niente Sono Fatto Così" è una menzogna
puoi dominare te
i tuoi desideri
i tuoi istinti
la tua rabbia
Fallo

...

ancora la testa che mi scoppia
ancora l'overdose che mi calca le vene
sento qualcosa spingersi dentro di me
premere sulle tempie
spingere per uscire
e la necessita fisica di scrivere
di comunicare
di espormi
di denudarmi l'anima
di sentirmi vivo, dannazione voglio morrie quando sto così
 non capisco niente, a testa bassa sullo schermo ,vorrei una sigaretta tra le labbra ma il pacchetto e  troppo lontano, non riesco ad alzarmi
eprcepisco ogni molecola del mio corpo
sento i polmoni pesanti per gli anni a ingerire catrame e so che mi ucciderà tuto questo se non lo farò io
odio
odio con tutta l'anima
me
te
voi
loro
ala mia famiglia
la mia vita
iol mio respiro
il lavoro che non c'è
il mio libro
l'assenzadi stimoli
odio il mondo che mi è stato messo davanti per farmi sentire inadatto
voglio uccidervi tuti quanti
voglio liberarmi
mi gira la testa
sto impazzendo
o sono già pazzo?
non capisco
voglio un abbraccio
snetire un corpo caldo sul mio
sentire affetto
percepire vita nel mio corpo
voglio qualcosa che mi faccia vivere
voglio scrivere ancora
come anni fa
voglio dar vita alle mie paroel e al mio mondo
a quello che ho in testa
abbattere la mia vita  con un colpo di pistola
sparando le mie parole la mia vita contro me stesso
eper vederla affondare nell nulla
nella morte
dannazione odiotutto questo
odio questa vita
odio questo senzo di inadeguatezza
voglio fumare
voglio bere
voglio scopare
voglio uccidere
voglio sentire qualcosa
voglio gridare
e ancora una volta terrò tutto dentro
e ingoierò il rospo
lasciando andare la mia rabbia e il mio rancore su una paginea inesistente
che nessuno leggerà
che nessuno capirà
perchè, si, percepisco il mio dolore come più intenso del vostro
perchè è mio
non voglio essere razionale, non voglio capire, non voglio sopportare, voglio soltanto morire
sparire
uccidermi
voglio qualcosa di più

voglio qualcosa di più....

e lo voglio ora...
8/19/2009

Odio

Mi Ritrovo Ancora A Terra
A Prendere A Pugni Un Pavimento Troppo Morbido Per Il Dolore Che Desidero
A Farmi Male
Trascinato Da Stralcichi Di Autolesionismo
Mi Ritrovo Ad Affogarmi Nelle Sigarette
A Stroncarmi La Gola
A Spezzarmi L'Anima
A Desiderare Più Dolore
Più Veleno
Più Male
A Desiderare Di Sentire Qualcosa
Ora Che Neanche Gli Istinti Mi Stimolano
Desidero Solo Sentire Che Questo Corpo é Mio

Andate Tutti Al Diavolo Ora

VI ODIO CON TUTTA L'ANIMA
7/21/2009

Unspoken Word

musica che da ancora i brividi
7/19/2009

...

un odio profondo...
verso il mondo
verso dio
verso tutto
verso me stesso
sento tutto e non riesco a incatenarlo nelle pagine
nelle parole
sento la testa scoppiarmi, presa da qualcosa di troppo forte e crudele perchè l'abbandoni...
mi sento perso, sconfitto
voglio scrivere
voglio scrivere
voglio scrivere come 3 anni fa
voglio riempire decine e decine di fogli
pagine intere
di parole
di scritte
di frasi
di racconti
ma tutto mi rimane incatenato in testa
non riesco a trovare le parole
mi sento perso
sento che la mia musa e scomparsa una volta ancora
ho solo rabbia e odio dentro, tanto odio...
mi sento traboccare...
non trovo canzoni che mi liberino
che mi facciano dire "ecco cos sento"
talmente pieno da essere vuoto
talmente colmo da esplodere...
vorrei soltanto che tutto questo cambiasse
che il mio mondo cambiasse
svegliarmi domattina e scoprirmi altrove
e scoprire che so ancora scrivere
che so ancora esprimermi
eppure e tutto perso...
e sto male...
vorrei piangere... ma non riesco....
voglio soltanto scrivere ancora
perchè non ci riesco?

 
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